ESG – Politica ESG di Sostenibilità

  1. ESG - Politica ESG di Sostenibilità

SINTESI DELLA POLITICA ESG E DI SOSTENIBILITÀ

1. RIFERIMENTI

L’8 marzo 2018 la Commissione Europea ha pubblicato un Piano d’Azione sulla finanza sostenibile nel quale sono illustrate le misure che la Commissione intende adottare per orientare il mercato dei capitali verso un modello di sviluppo sostenibile, inclusivo e in linea con gli impegni assunti nell’ambito dell’Accordo di Parigi sul clima e in armonia con quanto espresso nell’Agenda 2030 di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.
Il Piano d’Azione della Commissione europea ha portato all’elaborazione di diverse leggi sulla finanza sostenibile, tra cui, in particolare, il regolamento (UE) 2019/2088 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 novembre 2019 relativo all’informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari (“Sustainable finance disclosure regulation” o “SFDR”). L’SFDR vincola, in parte già da marzo 2021, sia i partecipanti ai mercati (quali le imprese di investimento che forniscono il servizio di gestione di portafogli) sia i consulenti finanziari (quali le imprese di investimento che forniscono il servizio di consulenza in materia di investimenti) ad un regime di trasparenza standard, aumentando e uniformando i requisiti di reporting dei processi di investimento e favorendo la confrontabilità tra prodotti ed operatori. In forza di questa normativa, i produttori o i distributori di prodotti finanziari devono indicare in che modo i rischi di sostenibilità vengono integrati nei processi di investimento o nell’erogazione della consulenza.


2. LA POLITICA DI BANOR SIM

Banor SIM (la “Società” o la “SIM”) considera prioritario integrare i criteri ambientali, sociali e di governance (Environmental, Social e Governance, di seguito “ESG”) nei propri processi decisionali relativi agli investimenti, e ciò al fine di (a) consolidare la fiducia da parte di investitori e mercati; (b) rafforzare la reputazione della Società; e (c) contrastare lo sviluppo di pratiche ed attività non in linea con i principi e la filosofia della SIM. I criteri ESG costituiscono infatti fattori fondamentali per realizzare valore economico-finanziario che sia allo stesso tempo ambientale e sociale.

La Società ha sviluppato e adottato un approccio teso ad identificare, valutare, prevenire e ridurre potenziali rischi reputazionali, di compliance e operativi derivanti da investimenti in imprese attive in settori non ritenuti sostenibili e socialmente responsabili. In particolare, la SIM integra la valutazione dei rischi di sostenibilità nei propri processi interni correlati alla prestazione dei servizi di gestione di portafogli e di consulenza in materia di investimenti. A tal fine la SIM:

  • ha individuato dei criteri di esclusione, al ricorrere dei quali si obbliga a non effettuare o raccomandare consapevolmente un investimento (c.d. “screening negativo”);
  • analizza e monitora i rischi ESG dei portafogli gestiti, avvalendosi dei rating ESG attribuiti ai singoli strumenti da uno o più provider esterni specializzati;
  • monitora le controversie in corso, nei confronti di un emittente, in relazione alle tematiche ESG.

Il “rating ESG” è la sintesi dell’esposizione di un emittente e/o del settore di appartenenza ai rischi ESG, corretta per la capacità e l’efficacia dell’emittente nel gestire tali rischi; è una misura della sostenibilità di un investimento finanziario, valutata in relazione ai tre «pilastri»:

  • ambientale: riferito alle tematiche connesse ai cambiamenti climatici, alle risorse naturali, all’inquinamento e agli sprechi;
  • sociale: riferito alle tematiche connesse alla capacità di garantire alla comunità di riferimento, equamente e senza discriminazioni, condizioni di benessere fondate su principi condivisi (salute, istruzione, democrazia, giustizia);
  • governance: riferito alle tematiche connesse al governo aziendale e ai comportamenti aziendali, promuovendo una gestione e una organizzazione aziendale fondata su determinati principi etici (benessere e sicurezza dei lavoratori, parità di genere, gestione prudente dei rischi d’impresa).

Tanto più è alto il rating ESG di un emittente, tanto minore è il rischio ESG a cui esso è esposto.

Nella selezione dei titoli emessi da emittenti corporate sono stati individuati criteri di esclusione per gli strumenti finanziari appartenenti a settori particolarmente controversi o che possono produrre effetti negativi per la sostenibilità ambientale, sociale e di governance; nel caso dei fondi/ETF o degli emittenti governativi, sono stati previsti limiti di investimento agli strumenti finanziari che abbiano un rating particolarmente basso o che ne siano privi. Sono inoltre stati previsti appositi iter autorizzativi nel caso vi siano dubbi di valutazione o occorrano analisi più approfondite.

Nell’ambito del servizio di consulenza la politica di integrazione dei rischi di sostenibilità si focalizza sull’assunzione di criteri minimali di sostenibilità dei prodotti/strumenti finanziari oggetto di consulenza, che prevedono l’esclusione dei prodotti caratterizzati da un basso livello di sostenibilità.

Nell’ambito del servizio di gestione di portafogli la SIM si è dotata anche di processi di valutazione e monitoraggio ex post volti ad analizzare le esternalità negative a cui sono esposti i titoli che compongono i portafogli gestiti e ad attivare gli opportuni segnali di allarme nel caso in cui si riscontrino indicatori di corporate governance, rating complessivo o singolo key issue (rilevante per materialità settoriale) particolarmente bassi.


3. TRASPARENZA DELLE POLITICHE DI REMUNERAZIONE RELATIVAMENTE ALL’INTEGRAZIONE DEI RISCHI DI SOSTENIBILITÀ

I meccanismi di remunerazione e di incentivazione adottati dalla Società e formalizzati nelle “Politiche di remunerazione e incentivazione” sono finalizzati al buon governo della Società nonché alla sostenibilità. Il sistema premiante della SIM per il personale addetto ai servizi di gestione di portafogli e di consulenza in materia di investimenti si basa sul raggiungimento di obiettivi che tengono in considerazione il rischio di sostenibilità, coerentemente con la Politica ESG e di sostenibilità adottata dalla SIM.


4. DICHIARAZIONE SUGLI EFFETTI NEGATIVI PER LA SOSTENIBILITÀ AI SENSI DELL’ART. 4 DELL’SFDR

Banor SIM, in qualità di “partecipante ai mercati finanziari” e di “consulente finanziario”, considera già taluni effetti negativi delle decisioni di investimento, effettuando sugli investimenti lo screening ESG negativo sopra descritto.

Tuttavia, considerato che:

  1. il quadro normativo di riferimento necessita di essere integrato dalle previsioni di dettaglio contenute in apposito regolamento delegato della Commissione europea, allo stato pubblicato nella sua versione in bozza, la cui entrata in vigore è stabilita al 1° gennaio 2022;
  2. le previsioni di dettaglio sub (i) non fungono da ulteriore specificazione delle disposizioni contenute nel Regolamento (UE) 2019/2088 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 novembre 2019 relativo all’informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari, come modificato dal Regolamento (UE) 20230/852 del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 giugno 2020 relativo all’istituzione di un quadro che favorisce gli investimenti sostenibili e recante modifica del regolamento (UE) 2019/2088, ma da necessario completamento della disciplina di primo livello;
  3. la Società impiega meno di 500 dipendenti direttamente;

la Società, pur avendo già intrapreso un percorso interno volto all’integrazione del rischio e dei fattori di sostenibilità nei propri processi decisionali, in questa prima fase dichiara di non prendere in considerazione gli effetti negativi delle decisioni di investimento sui fattori di sostenibilità ai sensi dell’articolo 4 del Regolamento (UE) 2019/2088 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 novembre 2019, per le riferite motivazioni.
La Società valuterà di prendere in considerazione gli effetti negativi delle decisioni di investimento ai sensi dell’articolo 4 del Regolamento (UE) 2019/2088 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 novembre 2019.