A cura di Keenan Yoho, Senior Advisor di Banor
Un’antica forma di potere in una repubblica moderna
Giuramenti di lealtà, inviati personali, grazie concesse agli alleati e hotel pieni di delegazioni straniere non sono quattro scandali distinti di una presidenza americana. Max Weber diede un nome a questo tipo di sistema un secolo fa.
Il sociologo ed economista politico tedesco Max Weber, attivo all’inizio del XX secolo, descrive tre tipi di autorità nella sua opera postuma del 1922 Wirtschaft und Gesellschaft (Economia e società): tradizionale, carismatica e legale-razionale. Di queste tre, l’autorità tradizionale è la forma di governo più antica. Il patrimonialismo è una forma di dominio tradizionale in cui il governante amministra lo Stato come un’estensione della propria casa, affidandone le funzioni a persone personalmente dipendenti da lui, trattando le risorse pubbliche come proprie e decidendo in base alla propria discrezionalità anziché secondo regole prestabilite.
Mentre gli Stati Uniti avanzano rapidamente verso il secondo quarto di questo secolo, a livello globale si stanno accumulando tensioni di natura economica, militare e geografica. Questo accade perché l’economia, la forza militare e la geografia degli Stati Uniti generano una propria forza gravitazionale e, di conseguenza, un cambiamento improvviso o di portata tettonica nel loro comportamento produce effetti destabilizzanti e distruttivi. Ciò che rendeva tollerabile, e persino attraente, la forza gravitazionale americana era il fatto che operasse attraverso regole, quali gli impegni derivanti dai trattati, le leggi sul commercio sancite per via legislativa, tribunali in grado di vincolare l’azione del governo e una banca centrale indipendente. Erano le istituzioni impersonali a conferire alla Pax americana la sua calcolabilità, o ciò che Weber chiamava Berechenbarkeit, cioè la capacità, per chiunque si trovasse all’interno del sistema, di calcolare in anticipo come si sarebbero comportati gli Stati Uniti e i sistemi nei quali operavano.
Una presidenza patrimoniale non riduce la massa gravitazionale americana, la trasforma invece da corpo fisso a corpo in movimento. La destabilizzazione e la distruzione che sorgono da questo corpo in movimento non derivano quindi dalla perdita di potere, bensì dalla perdita di prevedibilità e calcolabilità. L’indice di incertezza della politica economica relativo agli Stati Uniti, pubblicato dalla Federal Reserve Bank di St. Louis, misura con frequenza mensile la presenza negli articoli di stampa di riferimenti all’incertezza delle politiche economiche. Il dato viene normalizzato in modo tale che la media del periodo 1985-2010 sia pari a 100 e si comporta come un punto di partenza. Osservando il periodo compreso tra gennaio 1985 e agosto 2026, emerge non soltanto che il livello di incertezza registrato durante l’attuale amministrazione presidenziale supera quello osservato durante la pandemia globale di COVID-19, ma anche che tale incertezza non si è ridotta come ci si potrebbe aspettare in condizioni normali e burocraticamente stabili. Di fatto, il livello di incertezza misurato dall’indice si colloca oggi all’incirca sui livelli registrati dopo gli attentati terroristici dell’11 settembre 2001 negli Stati Uniti.
Fonti: Indice di incertezza della politica economica per gli Stati Uniti (USEPUINDXM), gennaio 1985-agosto 2026.
Il fiduciario diventa l’erede
La presidenza americana è stata concepita come una sorta di mandato fiduciario pubblico. Si tratta di una carica esercitata nell’interesse pubblico e amministrata secondo regole che il fiduciario, ossia il presidente, non può modificare. Tuttavia, un fiduciario che inizia a trattare il patrimonio amministrato come se fosse la propria eredità non ritiene, dal proprio punto di vista, di aver sottratto alcunché. Ritiene semplicemente di avere corretto un malinteso su chi fosse, in realtà, il legittimo proprietario di quel patrimonio.
Vi sono in particolare tre ambiti nei quali il presidente americano si è discostato dal modello moderno tornando verso una precedente forma storica patrimoniale. È importante evidenziarli per comprendere il comportamento degli Stati Uniti non come una sequenza di condotte erratiche, ma come parte di un cambiamento nella logica stessa della presidenza americana.
- Quelli che in precedenza erano burocrati sono ora servitori personali
Il primo tratto distintivo del dominio patrimoniale è il legame tra governante e servitore. Un funzionario pubblico deve la propria lealtà alla carica e all’istituzione, che sopravvivono al singolo individuo e ne limitano l’azione; un servitore personale, invece, deve la propria lealtà al padrone. Ogni regime è, in ultima analisi, anche un sistema di gestione del personale, e fin dall’inizio le pratiche adottate dal presidente americano in materia di nomine hanno seguito un modello di tipo domestico.
L’idoneità a ricoprire incarichi di alto livello nell’amministrazione è stata valutata sulla base di dimostrazioni di lealtà anziché dalla competenza in un ambito definito. Riclassificare i funzionari pubblici di carriera come personale revocabile a discrezione del presidente rappresenta un tentativo di trasformare una burocrazia stabile in uno staff di servitori personali. Nei primi decenni dell’Ottocento, Andrew Jackson riempì l’amministrazione di propri sostenitori sulla base del principio secondo cui gli incarichi spettano al vincitore e fu necessaria una legge di riforma cinquanta anni dopo, nel 1883, per creare un servizio civile basato su procedure di selezione e protetto dai licenziamenti per ragioni politiche. La normativa sul servizio civile rappresentò il tentativo dell’America di separare la dimensione domestica dallo Stato. L’attuale presidente americano sta semplicemente facendo scorrere quel film al contrario e presenta questa inversione come espressione di democrazia popolare. Un’affermazione che merita di essere presa sul serio, anziché liquidata, perché una parte consistente dell’opinione pubblica americana condivide questa credenza.
- Il tesoro diventa il portafoglio personale
Il secondo tratto distintivo di un sistema patrimoniale è la fusione tra economia privata ed economia pubblica. L’attuale presidente agisce senza essere realmente vincolato da un ordinamento costituzionale che contiene clausole sugli emolumenti e da una norma di comportamento che separa la funzione pubblica dalle attività imprenditoriali private del presidente.
Delegazioni straniere ospitate nelle sue proprietà private, attività economiche familiari che si espandono in giurisdizioni con le quali sono in corso negoziati, la presidenza che si intreccia apertamente con gli interessi della famiglia nei digital asset e nel settore immobiliare: tutto ciò costituisce ormai la nuova normalità. Il governante patrimoniale non riconosce il confine tra ciò che appartiene alla carica e ciò che appartiene alla persona. Quando il regno coincide con la casa, attingere da esso non equivale a rubare, ma semplicemente ad amministrare la propria casa.
- Legge e giustizia vengono amministrate in modo discrezionale
Il terzo tratto distintivo di un regime patrimoniale riguarda il modo in cui viene trattata la legge. Weber contrapponeva una giustizia prevedibile e vincolata da regole alla Kadijustiz, vale a dire decisioni adottate sulla base della valutazione personale che il governante dà del singolo caso.
Il potere di concedere la grazia, così come è stato esercitato dall’attuale presidente americano, costituisce un esempio particolarmente evidente di come la valutazione personale del governante abbia sostituito un sistema giudiziario razionale e fondato su regole. Abbiamo visto atti di clemenza concessi agli alleati e a persone le cui incriminazioni erano state interpretate come attacchi rivolti allo stesso presidente. Il Dipartimento di Giustizia, in quanto istituzione, è stato trasformato da organismo incaricato di amministrare un ordinamento impersonale e di applicare le leggi in un apparato giuridico personale del presidente.
La “teoria dell’esecutivo unitario”, sostenuta negli anni Ottanta da giuristi costituzionalisti dell’amministrazione Reagan, ha fornito il vocabolario per formulare una rivendicazione di carattere patrimoniale, secondo la quale ogni esercizio del potere esecutivo appartiene esclusivamente al presidente e non è condiviso con alcun altro organo o istituzione.
I cinque costi dello Stato-famiglia
Weber si interessava al patrimonialismo per gli effetti che temeva potesse produrre sulle società sottoposte a tale forma di governo. I costi che individuò un secolo fa sono gli stessi che oggi vale la pena monitorare nel caso americano.
- La calcolabilità diminuisce
Il capitalismo razionale dipende dalla prevedibilità del diritto. Quando i contratti e la loro applicazione dipendono dal favore, le imprese investono nell’accesso al potere anziché nella produttività e i rendimenti dipendono dalla vicinanza al potere più che dai risultati.
- Lo Stato perde competenze
Le burocrazie di carriera accumulano conoscenze che sopravvivono al susseguirsi delle amministrazioni. Subordinare le competenze specialistiche alla lealtà di servitori fedeli rende lo Stato meno efficace nella gestione delle crisi, nella fiscalità e nei negoziati con potenze straniere dotate di apparati professionali.
- La legge diventa un’arma
Se l’azione penale e la grazia diventano strumenti di favore, la tutela giuridica dipende dal rapporto che ciascuno intrattiene con il governante. I successori ereditano gli stessi strumenti e si trovano a loro volta sottoposti alla pressione di utilizzarli.
- Il confine tra pubblico e privato si erode
Quando funzionari, governi stranieri e imprese comprendono che gli interessi del presidente e quelli della nazione vengono trattati come un’unica cosa, iniziano a rapportarsi con la famiglia anziché con lo Stato.
- La successione diventa il problema centrale
I sistemi patrimoniali dipendono dalla persona. Ad ogni elezione si finisce così per ereditare una famiglia anziché una carica istituzionale, e il successore potrebbe considerare i poteri acquisiti troppo utili per rinunciarvi.
Una fragile inclinazione del mercato
Alla vigilia delle elezioni presidenziali statunitensi del 2024, lo Stato impersonale aveva perso legittimità agli occhi della maggioranza del Paese. La burocrazia del governo federale era arrivata a essere percepita come una sorta di patrimonio domestico rivale, non eletto. Di fronte a questa percezione, il vittorioso candidato presidenziale americano si è presentato come l’agente diretto del popolo, l’unico in grado di smantellare la struttura domestica ostile. Ciononostante, il mandato a smantellare era anche un mandato a destabilizzare.
Il capitalismo americano è schumpeteriano, nel senso che crea attraverso la distruzione. Ma la distruzione creatrice funziona soltanto quando sono i concorrenti a provocarla, all’interno di regole che sopravvivono ai singoli attori. L’avvertimento di Weber era che, quando la distruzione deriva dalla discrezionalità del governante anziché da regole durature, ciò che viene creato non è un sistema imprenditoriale più forte, ma un mercato inclinato a favore del patriarca.
Il pericolo immediato non è l’uomo, che rimarrà anche quando l’attuale presidente americano lascerà la carica. Un mercato orientato verso il patrimonialismo è fragile perché si basa sul passaggio di testimone da un individuo a un altro. La domanda che si profila all’orizzonte è se il successore dell’attuale presidente americano smantellerà quella struttura o ne entrerà a far parte.
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